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A Napoli il sole del talento è sempre alto

Grande serata e straordinario successo di pubblico per il ritorno del festival per band emergenti sotto il Vesuvio.



Il più grande Festival del modo per band Emergenti non poteva più mancare in una delle città più importanti della musica europea. Ecco quindi la cronaca della prima serata del grande ritorno di Emergenza Festival tra i vicoli della bella città partenopea.


Folco Sbaglio e le ore perdute

Dopo 7 anni di assenza ritorna Emergenza Festival a Napoli.
Ad aprire la serata più che degnamente è la formazione acustica campana guidata dal poliedrico Folco Sbaglio.
Idee, sonorità bellissime, freschezza e capacità di suonare sul palco in modo efficace e professionale. Ottimo repertorio, arrangiamenti eleganti e brani acustici ben elaborati e composti.
Una band pronta per palchi importanti che ha però bisogno di organizzare al meglio la propria comunicazione e gestione di immagine che è il loro unico punto debole. Dal punto di vista dell'impatto scenico la band non è infatti apparsa del tutto convincente. Insomma manca solo una maggiore attenzione all'immagine e alla presenza sul palco. Al di là di questo dettaglio la strada è quella giusta e per ottenere l'attenzione che meritano devono solo lavorare su come arricchire gli aspetti scenici. Bravi. Siamo contenti che dopo 7 anni siano stati loro a calciare il primo pallone del ritrovato festival napoletano.


The Noise

Noise. Noise Noise. Energia. Rumore nel senso migliore del termine. Volevate una band normale? volevate una band banale? volevate ascoltare quello che avete già ascoltato? bene allora andate via di qui. Questa sera qui sono di scena i THE NOISE. Con loro le chitarre diventano graffianti. Le sonorità dure e spigolose. Ma non mancano affatto le capacità di armonizzare. Melodie e rock. Punk e rock and roll. Una spruzzata di fantasia e tutta la potenza che la voglia di dimostrare a tutti il palco è casa loro. Si sentono gli echi degli U2, dei green day ma si sente sopratutto la personalità dei ragazzi napoletani che le suonano bene e le suonano forte a tutti. Se questo è il futuro del rock napoletano c'è davvero da seguire la scena con attenzione e passione.


X35

Terza band della serata sono gli X35. In questo caso l'energia sembra fluire più ordinata e diretta. Ottima band gli X35. Hanno forse bisogno di rivedere certi passaggi un po ridondanti e la sezione ritmica potrebbe ottenere un groove ancora più efficace se ci fosse un più intenso lavoro per compattare accenti e fill in. Detto questo i brani sono interessanti anche se non sempre brillano per originalità. La band piace e sarebbe perfetta se si lasciasse andare e mettesse tutta la personalità della quale potrebbe essere capace dentro le canzoni. Sembra quasi che gli ottimi musicisti campani siano timorosi di scoprirsi. Quando viene fuori la loro vena profonda, la loro reale personalità sono davvero interessanti. Quando si celano dietro le lezioni imparate da latri gruppi sono solo gradevoli. Quindi per loro solo un consiglio. Lasciate uscire la vostra vena ed il vostro talento. Il risultato sarà esplosivo.

A new Horizon

La serata continua con gli orizzonti nuovi musicali del quartetto campano. A new Horizon ricordano praterie. Spazi. Cieli e orizzonti (appunto) sospesi tra i grandi mondi americani e le vallate del kent. C'è tanto British sound stemperato dalla lezione del miglior rock dei 90'. Il suono è acido, graffiante mai banale e sempre molto curato. I brani si susseguono seguendo una logica ferrea. Una scaletta che cresce pezzo dopo pezzo. Le atmosfere rimangono coerenti ed il gruppo mostra che ha idee molto chiare rispetto alla direzione verso la quale sta andando. C'è il grunge di Seattle e ci sono le armonie del sud. Unica pecca l'intera band è un po' statica sulla scena e la presenza di palco è meno efficace della loro musica. Peccato ma le vena c'è e va sviluppata bene dal vivo.

Madness circus

Arriva il momento del rock duro che più duro non si può. Speed. graffiante. Strillato al punto giusto. Sono davvero dei pazzi i potenti Madness Circus. Stanno sul palco con impeto e grande generosità. La presenza di palco è efficacissima e i brani sono ben studiati e composti. Sarebbe necessaria una maggiore precisione per farli rendere al 100%. Qualche sbavatura nelle esecuzioni infatti ha sporcato una prova che avrebbe potuto essere davvero e completamente convincente. Detto questo la band è un ottimo esempio di come un gruppo dovrebbe e potrebbe affrontare il palco. Bravi quindi e, come detto, con qualche attenzione in più alla precisione ed alla affidabilità tecnica lo show sarebbe stato perfetto.

Hians Impluvium

La serata si chiude con gli Hians Impluvium. La canzone d'autore non poteva mancare all'appello di questa prima fantastica serata chiusa con gusto, eleganza e stile dai bravi Hians. Capeggiati dalla front Woman Annachiara Bayles la band si appoggia volentieri alla sua sicurezza ed al suo talento. I brani sono godibilissimi e si inseriscono nel solco della grande tradizione della musica d'autore italiana. Gli arrangiamenti puliti, essenziali, mai inutili e ridondanti sono molto professionali e persino le lunghe parti musicali e strumentali non risultano mai fuori luogo. Insomma idee chiare, limpide e dirette che piacciono al pubblico che segue con emozione la performance del quintetto campano.


La serata si chiude tra gli applausi. Il ritorno nella bella capitale della cultura europea è stato un successo atteso, forse, troppo a lungo. Le band che si qualificano questa sera sono The Noise, X35, Madness Circus e Hians Impluvium, non ce la fanno purtroppo i pur bravi Folco Sbaglio e le ore perdute ed i A new Horizon ma i complimenti vanno a tutti senza distinzione. Non c'è stato un momento dove il talento, l'energia e la voglia di fare musica con la emme maiuscola sia venuto meno. In attesa di una lunga, lunghissima serie di serate come queste non possiamo che ringraziare il pubblico, accorso in massa, il club (del quale non abbiamo parlato ma che garantisce standard di qualità degni dei migliori club londinesi o parigini) e sopratutto il talento dei musicisti di questa città mai abbastanza lodata per la sua capacità di produrre arte.