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RECENSIONI

Vedere Juve-Roma o scoprire la musica Emergente? Calcio Vs rock&roll?

Si apre a Roma la stagione 2012/2013 del festival per band emergenti. Emergenza compie 20 anni e noi abbiamo inviato una spia a vedere che è successo.



La serata romana si preannuncia calda, direi estiva. 7 gruppi emergenti sfidano l'impossibile. Riuscire a convincere il pubblico romano a perdere un classico del calcio qui in Italia Juventus contro AS Roma. La missione è disperata. Quasi impossibile Immaginate un Real Madrid Vs Barcellona in Spagna o un Toronto Vs Montreal di Hockey in Canada.

I 7 gruppi però non si perdono d'animo e con passione ed energia fanno del loro meglio per dimostrare a chi c'è che perdere il match di soccer è stata una buona scelta.
Io ero tra quelli e sono convinto di aver fatto la scelta giusta.

Ma andiamo con ordine. Sono le 19:30 quando con la solita perfetta puntualità viene dato il calcio d'inizio (è proprio il caso di dirlo) alla stagione 2012/2013.

Lo Zoo Bar è un club ambito e centrale nella scena emergente di Roma. Suonare qui non è come fare un concerto in un qualsiasi pub o sala della periferia. La tensione c'è e si sente nell'aria.

SONS OF LOSER PUPPETS
Aprono la serata. Sono giovani. Sono giovani. Sono giovani. Va bene. l'ho sentito ripetere dallo staff e dagli organizzatori per tutta la sera nel tentativo di giustificare una performance non del tutto convincente. Il problema è che essere giovani non giustifica la mancanza di impatto. Avremo voluto vedere i ragazzi - giovani - davanti ad un pubblico - giovane - fare cose fresche e piene di energia.
Purtroppo la cosa è successa solo a metà. La band, in realtà, non è male e non va bocciata. Non ottengono la promozione piena e purtroppo nemmeno la qualificazione al turno seguente ma qualche elemento positivo c'è e si vede. Se la band con umiltà ed energia sarà in grado di costruire uno show più ordinato e solido i risultati non mancheranno.

MINERS
Il rock and roll ha un unico grande difetto. Come il calcio (e come la grafica dei siti internet) tutti sono convinti di saperne molto.
Invece no. Non basta fare rock and roll per SAPER fare il rock and roll.
Si è vero.. mi è piaciuto il sound dei singoli ma l'insieme è ancora da fare.
Strillare serve se ha una direzione. Il volume o il tono della voce non sostituisce l'insieme. I Miners sono interessanti e abbastanza preparati singolarmente ma sono appena all'inizio dell'eventuale strada che li porterà ad essere capaci di impressionare il pubblico. Questa sera, ad esempio, non ci sono riusciti. La sala indifferente ha aspettato la fine dello show senza emozionarsi. Il segnale purtroppo è chiaro. Quando ci si agita sul palco senza ottenere che ci si agiti tra il pubblico qualcosa non va. Tecnicamente, pur non essendo straordinari, il gruppo c'è. Ma lo show rimane troppo spezzettato e sostanzialmente non diverte.
Il motivo c'è. Dispiace parlarne perché è sempre antipatico analizzare i singoli. Ma lo stesso gruppo con un cantante meno egocentrico e autoreferenziale sarebbe un'altra storia.
In realtà la sua voglia disperata di essere il miglior cantante della storia del rock è tanto evidente quanto velleitaria.
Moltissimi grandi cantanti erano egocentrici. Ma essere egocentrico non ti trasforma in un grande cantante.
In questo caso, più che di lezioni di canto (che pure non guasterebbero) ci sarebbe bisogno di lezioni di umiltà. Ma l'umiltà è una dote riservata a pochi e non si compra un tanto al chilo.
Peccato. Oggi i Miners non sono un gruppo. Sono solo un progetto di gruppo molto interessante e con grandissime potenzialità in cerca di un cantante in grado di non rovinare inutilmente il lavoro degli altri.
Auguri per il (tanto) lavoro che li aspetta.

KINDFLOW
Vorrei ma non posso. Vorrebbero sviluppare un progetto musicale originale e di alto livello ma mancano della necessaria tecnica e delle idee adatte al loro livello che in realtà sarebbe buono. O meglio, sarebbe buono se la band non pretendesse troppo da se stessa. La sconsolante mancanza di interesse da parte del pubblico avrebbe dovuto essere un segnale anche per loro. Il terzetto romano delude le aspettative presentando uno show dai toni blandi e un po' senza anima. Il pubblico, come detto, rimane freddo, e la sala sembra più attendere la fine che l'inizio dei brani.

E' un vero peccato perché i ragazzi sembrano motivati e concentrati ma non riescono proprio a comunicare con la gente ed il loro spettacolo passa sostanzialmente inosservato. Un consiglio: quando si suona da vivo lo si fa per dare qualcosa a chi si ha davanti. Se non si è ancora pronti per presentare la propria musica al pubblico meglio forse aspettare il momento giusto.

SBANDAMANU'
Qualche volta basta poco. Qualche volta sembra poco quello che poco non è.
Gli Sbandamanù quasi si vergognano di essere semplici. E sbagliano, perché non sono semplici per niente. Sono solo capaci di farsi capire. Una cosa diversa. Una cosa speciale.

Sono belli e colorati. Smaliziati e maliziosi. Freschi e sereni senza essere scemi. Insomma ci siamo divertiti. Il pubblico si è divertito. Loro sul palco si sono divertiti. E l'ordine dovrebbe essere rigorosamente inverso. Perché il loro segreto è proprio questo. Si divertono a suonare e si divertono a fare quello che fanno. Automaticamente questo diverte noi che dalla sala cerchiamo di immaginare cosa altro ci aspetta.

Sarebbe tutto perfetto se non fosse per la totale sciatteria del look. Una band di questo tipo dovrebbe curare l'immagine come cura la musica. E il paradosso è che nel gruppo ci sono 3 ragazze dotate di grande appeal. Ma ognuno sembra presentarsi sul palco con un idea diversa. Come se mai il problema si fosse posto.

La cantante con vestito a fiori e scarpe con i tacchi. Vicino ad un immobile chitarrista invadente ma statico con una maglietta scialba e le nike usate. Poco più dietro la bassista in minigonna e anfibi.. e la tastierista con jeans corti e camicia da boscaiolo. Chiude il batterista vestito da superman. Insomma un minestrone senza senso.
L'impressione è di gruppo dilettante unito per l'occasione per la festa delle medie.

Non va bene. Adesso, infatti, si tratterà di vederli alle prese con sale più grandi e sfide più importanti. Potranno sciogliersi come neve al sole o diventare "the next big thing".. dipende da loro e speriamo ne siano consapevoli.

CIGARETTES FOR MY DOLLS
Originali senza essere di nicchia. Diversi senza manierismi intellettuali. I Cigarettes for my Dolls sono un bel momento di musica capace di alternare sonorità dark ad improvvisi momenti dove le nuvole si aprono ed il sole esce scaldando il pubblico. Nonostante sia un progetto complesso e senza compromessi piacciono. SI qualificano per le semifinali del Black out dove, su un palco di dimensioni importanti, il loro set potente e spettacolare potrà esprimersi al meglio.

Tecnicamente c'è del lavoro da fare. Abbiamo ascoltato più errori durante il loro set che in tutti gli altri 6 concerti messi insieme. Va bene che anche i Beatles non sapevano suonare ma, infatti, non era questo il loro punto di forza. Lavorare. Lavorare. Lavorare. La stoffa ci sarebbe ma va tagliata meglio.

La mia opinione è che senza un produttore o un manager o un consulente che gli dica come si organizza un concerto (e come quindi si organizzano le idee da versare nel concerto, gli arrangiamenti, le prove, ecc ecc) continueranno su questa strada potenzialmente geniale ma dissestata che li farà esprimere sempre al 30% delle loro potenzialità. Peccato.

THE ROLLING PEOPLE
La faccia pulita del rock romano dimostra che, nella capitale, c'è vita dalle parti del pop rock e delle sue contaminazioni più interessanti. Dagli autori inglesi prendono il sound. Dagli americani la capacità di comunicare. Dagli italiani le linee melodiche sempre vive, fresche e piacevoli. Vincono e convincono il pubblico che oggi, come ieri, è re.

A voler essere analitici la band dovrebbe adeguarsi meglio alle ottime ritmiche del batterista e rinsaldare il groove su di lui. A sua volta lui dovrebbe prendere tutte le rullate e dividerle per 10. Insomma c'è del lavoro da fare. Ma per il momento può andare bene. Questa sera ottengono la vittoria. Ottengono uno show case in un altra città italiana. Ottengono un cachet che ripaga la quota di iscrizione al festival e lascia lo spazio per pizza e birra per tutti.
Li aspettiamo al Black out.
Se il buongiorno si vede dal mattino .. "a star is born"..

SNEAKY KIDS
Solidi, diretti, incazzati ma ordinati. Dal vivo, se potete, non li perdete. Sanno cosa fanno e come farlo. Se fossero anche un po' più originali sarebbero una band fantastica.
Per il momento sono solo un'ottima band. Dovrebbero forse prendere sul serio le occasioni che si presentano tanto quanto prendono sul serio la loro musica. Mi sono sembrati infatti un po in surplace. Passano il turno per il rotto della cuffia ed ad una band del genere non dovrebbe accadere. Se accade c'è qualcosa che non va. Dov'erano tutti quelli che dovrebbero amarli? Forse sono meno bravi di quello che sono sembrati a me. Sono però contento che abbiano una seconda opportunità. Speriamo la sfruttino al meglio.

Per la cronaca la serata la vincono come si è detto i THE ROLLING PEOPLE seguiti a ruota degli SBANDAMANU'.
Terzi classificati i CIGARETTES FOR MY DOLLS e quarti, e quindi ultimi di quelli che passano il turno, gli SNEAKY KIDS.
Fuori dai posti che contano ma dignitosamente "primi dei non eletti" i giovani SONS OF LOSER PUPPETS.
Sesti i Miners e settimi i KINDFLOW.

Come spesso succede la classifica dettata dal pubblico coincide perfettamente con quella che sarebbe stata la classifica di una giuria tecnica con forse l'unica eccezione di Miners che avrebbero potuto risalire una posizione ed arrivare quinti.
Sui primi 4 invece nessuno avrebbe potuto avere dei dubbi.
All'interno dei TOP 4 a me personalmente gli SNEAKY KIDS sono sembrati più maturi e convincenti dei CIGARETTES FOR MY DOLLS. Ma si tratta di sfumature.

Aspettiamo adesso di rivedere le 4 bands a Febbraio al Black out sperando che il lavoro dei prossimi 4 mesi possa essere utile per assistere a show ancora più convincenti ed efficaci.

Erasmus Van Maastricht