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RECENSIONI

Recensione 10 eliminatoria Emergenza Festival Milano

Flashback, Cause di forza maggiore, Rossella Fornaroli & Blues Power Band, Animalee, Eyes'n'Lips, The antidote, Outrider, Emil Jay



Una serata ricca di musica, 8 band sul palco dello Speakeasy per le selezioni milanesi di Emergenza Festival. I musicisti provengono dalle più svariate parti del nord Italia e non solo… c'è Alessandria, Como, Varese e gli ospiti di Roma, insomma, non manca proprio niente!


Flashback

A rompere il ghiaccio questa sera tocca a un gruppo fuori Milano, i giovanissimi Flashback da Alessandria. Entrano uno ad uno come le migliori rockstar, presentati dalla loro frontwoman, ed iniziano subito con due pezzi da novanta direttamente dalla fine dei 90s, Celebrity Skin e Californication, continuando sulla stessa linea con By the Way (sempre dei Red Hot), Seven Nation Army e It's my ife. Comune denominatore: brani prettamente maschili, una scelta azzardata che a tratti non convince appieno ma suscita sicuramente attenzione da parte dell'audience.

Una delle caratteristiche dei gruppi di giovanissimi è molto spesso la "paura da palcoscenico" e purtroppo gioca un brutto scherzo ai Flashback, troppo concentrati sul non sbagliare e non interagendo adeguatamente tra di loro oltre che col pubblico in fermento. Il compito di "entry band" è tuttavia un ostacolo difficile da superare per tutti, motivo per il quale ci sentiamo di sostenere questa band in maniera spontanea e augurandogli il meglio per il loro futuro nella musica!

Cause di forza maggiore

Sembra che stasera gli anni 90 siano di nuovo tra noi! Dopo una breve introduzione di sirene ed elicotteri stile inseguimenti all'americana entrano in scena I CDFM. La loro divisa ricorda quelle dei galeotti in fuga e i pezzi originali che ci presentano non deludono le aspettative: brani veloci come carcerati fuggitivi e sonorità d'impatto come gli spari della polizia che li insegue. Durante "l'inseguimento" incitano a gran voce il pubblico che si rende complice delle loro marachelle formato punk-rock. In realtà possiamo dedurre che il genere a cui si ispirano sia il Punk poiché l'andamento dei brani e i loro colori non sono sempre sinonimo di una singola identità. Da una parte questa è una caratteristica molto positiva, sinonimo di varietà e di ascolti mai banali, ma che rende di difficile riconoscibilità la band che sopperisce a questa piccola pecca con una grande simpatia e uno spettacolo scenico e un interplay davvero azzeccato.

Rossella Fornaroli & Blues Power Band

Alcuni problemi tecnici ritardano l'entrata della Blues Power Band capitanata da Rossella Fornaroli, gruppo formato da ben nove elementi, elegantissimi e pronti a dare sfogo ad uno show dal sapore vintage. Repertorio interessante e vario, interamente prodotto e composto dalla band al completo, riescono fin da subito a convincere il parterre con atmosfere che vanno dal blues al folk, passando da alcuni momenti "Brasileri" con tanto di sezione fiati e percussioni in quantità (assaporando il primo Santana con riduzione di Calexico). Presenza scenica notevole della cantante, energica e con grande carisma, adeguatamente supportata da una ritmica sia chitarristica che percussiva dotata di grande affiatamento e buona esperienza di palco.

Animalee

Rimaniamo in ambito "americano", più visivo che d'ascolto, con gli Animalee, band guidata da una bravissima cantante che, assieme ai suoi 4 compagni di viaggio musicale e alle rispettive mise da cowboy moderni, ha tutta l'aria di affrontare la scena senza paura.

E ci riesce benissimo facendosi spazio dapprima con la cover di uno degli ultimi singoli degli Skunk Anansie e affondando il colpo con un repertorio di brani originali di respiro internazionale ispirati a un rock di matrice anni 90 (ancora una volta!) molto vicina a Skunk Anansie, Anouk e Roxette. Nonostante la loro buona volontà e la grande energia, a volte un po' impacciata (non me ne voglia il tastierista), l'esecuzione dei brani risulta un po' frettolosa e a tratti poco omogenea e va a discapito di idee molto interessanti per quanto riguarda la scrittura.

Eyes'n'Lips

Rock'n'rollll ragazzi! Il nome è tutto un programma: Eyes'n'Lips sul palco dello Speakeasy pronti ad agitare le folle con schitarramenti e movenze glam, amplificate non solo dagli strumenti ma anche da un ventilatore che rende l'atmosfera ancora più On the road. I ragazzi svolgono bene il loro compito e portano a casa una pagella con massimi voti dalla School of Rock, con raccomandazione fornita da Jack Black. Si divertono moltissimo sul palco, frontman e bassista in primis, e la gente sotto gli spalti se ne accorge e li asseconda con balletti e ancheggiamenti ammiccanti. A volte con band di questo tipo sembra che il Rock non sia mai morto e che anzi goda di ottima salute alla faccia di generi più contemporanei e giovani anche se si ha la convinzione che spesso questo ammiccamento al passato sia più una mossa furba piuttosto che una dichiarazione d'intenti. Ma stasera ci si diverte e se andremo a casa contenti sarà anche merito del Rock'n'roll degli Eyes'n'lips.

The antidote

A confermare la tesi gli Antidote portano sul palco ancora una volta del sano Rock: un bagaglio di cover di hit senza tempo riarrangiate in modo molto ruvido intervallate da un pezzo proprio che il pubblico sembra apprezzare fin da subito. Quel che si denota è la differenza di impatto sonoro rispetto alle altre band finora susseguitesi durante la serata: chitarre distorte molto piene e cattive, tipico delle Gibson d'altronde, incastrate perfettamente alla sezione ritmica granitica. E dall'amalgama spicca distinta la voce espressiva e sicura del cantante-frontman, anche se non sempre precisa. Complessivamente si presentano in modo molto casual anche se si può sottolineare un certo stile di fondo che li accomuna, cosa che non si può dire invece per quanto riguarda la musica, un po' frammentaria e senza una vera identità. 

Outrider

Cavalchiamo l'onda delle distorsioni con i milanesi Outrider che con grande carisma e già una discreta esperienza

si presentano al pubblico con grande padronanza musicale. Tutti pezzi loro tra i quali spicca compositivamente il terzo brano, l'ultimo in ordine cronologico come accenna al microfono. Una voce notevole quella del frontman, forse la più tecnica della serata, un curioso mix tra i gorgheggi di Cornell e frequenze metal classicheggianti che si fa strada emergendo dal muro di suono costruito dal quartetto rock di due chitarre, basso e batteria. Poca interazione col pubblico, se escludiamo i momenti di presentazione dei brani originali, e un po' troppa concentrazione da parte degli strumentisti a discapito del coinvolgimento sono le uniche note "stonate" della loro esibizione che tutto sommato convince sufficientemente.

Emil Jay

Sorpresa! Direttamente dalla capitale un terzetto di ragazzi timidi e alla mano calca il palco per concludere in bellezza la serata. Questo Emil Jay, il vero perno del gruppo in quanto cantautore di tutti i brani eseguiti, è davvero una bella scoperta: la sua voce, vera reginetta della serata, riesce a trattenere fino alla fine gli spettatori che estasiati applaudono anche prima della chiusura dei brani. Si accompagna al pianoforte in maniera del tutto naturale e con la stessa naturalezza raccoglie gli sguardi del pubblico pur essendo all'oscuro dei destinatari del suo lavoro, sintomo di grande sicurezza. Da questo si intuisce che scrivere e interpretare è il suo canale prediletto per avere un vero contatto con ciò che lo circonda. In alcuni momenti non sono del tutto chiare le armonie di alcuni incastri sonori tra i synth e il piano elettrico, aspetto da tenere sotto controllo. Rimane una curiosità nell'aria: la scelta di scrivere in inglese piuttosto che nella lingua madre. Con ciò non si vogliono in alcun modo pregiudicare i brani, curati nell'arrangiamento oltre che ottimamente interpretati, ma solo conoscere i motivi che hanno spinto Emil jay a ricercare le sue emozioni dentro al lessico anglosassone. Anche se la risposta la si conosce già. 

I primi classificati, che si aggiudicano la semifinale e un altro concerto in una città italiana in cui si svolge il festival sono  Eyes'n'lips con 57 voti. Sul palco del Tunnel di Milano rivedremo anche i Cause di forza maggiore con 50 voti e Animali con 42 voti 

Incrociamo le dita per il ripescaggio The Antidote con 38 voti Rossella & the blues power band e Flashback con 35 voti e Outrider con 28 voti.

Bella serata, grazie alle band, al pubblico presente in sala, allo Speakeasy, al disponibilissimo staff tecnico Luca e Riccardo, Ufip per i piatti e a Marshall per gli amplificatori.