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Caribou

A tre anni di distanza torna la one man band di Dan Snaith



Ritorna sulla scena musicale, a tre anni di distanza dal suo ultimo lavoro (Andorra), la one man band di mr. Dan Snaith alias Caribou.
Ritorna e lo fa in grande stile, spiazzando il pubblico con l’abbandono di quelle sonorità psichedeliche e kraut che lo avevano contraddistinto in passato. Il nuovo prodotto dell’ex Manitoba rappresenta il raggiungimento della tanta agognata maturità musicale che molti sognano, ma che in pochi riescono a raggiungere.

Swim è l’album della conferma di un grande artista, il quale riversa nelle tracce che lo compongono la sua ossessione e il suo rapporto di amore/odio per l’acqua e i liquidi in generale, ecco spiegato il titolo dell’album.
Le tracce dell’ LP scorrono così in maniera fluida, senza intoppi, chiare e limpide, spogliate di quei fronzoli e particolari ampollosi che ci si potrebbe aspettare da un album di musica dance.
Il continuo flusso sonoro che permea il disco irretisce i sensi e li rilassa, accompagna chi si lascia condurre e trascina chi è recalcitrante come un fiume di note in piena.
Caribou propone un’elettronica colta, mai ruffiana o scontata, una melodia forgiata da affascinanti quanto placidi loop vocali e definite cowbells.Le geometrie compositive sono ricercate e non trascurabili, ogni traccia è sorretta da elementi preziosi che contribuiscono a fornire una natura tanto matematica quanto mistica all’intero prodotto. Un lavoro ben strutturato in cui la drum machine condanna l’ascoltatore a vivere in un continuo trip sonoro, gentile e lieve come il mare di notte.
Le ritmiche aliene e le melodie lunatiche consolidano l’album, un album in cui mr. Snaith non esita a mettersi alla prova, cercando di riprodurre i suoni fluidi a cui è così devoto.

Si passa da un’eco che richiama il cozzare delle conchiglie marine (Bowls) a richiami in stile french touch aggraziata (Lalibela), il tutto in una cornice di musica elettronica aristocratica e minimale, in cui ogni elemento è ben studiato e in cui nulla è affidato al caso, ma bensì a una precisione razionale e rigorosa, proprio come quella che ci si aspetta dai grandi musicisti.Su voci trascendentali e sognanti (Kaili) e singoli azzeccati per ritmo e sonorità (Odessa) Swim abbraccia i sensi dell’ascoltatore così come fa la spuma del mare con la sabbia della spiaggia.

Ogni resistenza è vana, bisogna solo rilassarsi e lasciare che la corrente di pentagrammi colorati e note elettriche ci conduca verso lidi incerti e lontani. Verso spiagge spaziali.

Falangher.