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Recensione dischi: Plastic Beach, Gorillaz

Uno tra i gruppi più validi di questo decennio: fusione di stili e grande personalità.



Plastic Beach è il terzo e forse miglior album dei Gorillaz, band virtuale inglese. All'album hanno partecipato numerosi special guest quali Snopp Dog, Lou Reed, Gruff Rhis, ma anche svariate orchestre tra cui la Hypnotic Brass Ensemble.
L'album, pubblicato per la Parlophone, contiene tracce di svariati generi: da hip hop a pop, passando per sonorità puramente elettronica e parti quasi sinfoniche. I testi sono molto attuali, perché parlano di ecologia e quindi anche del consumismo. Infatti il concept di questo album è un'isola fatta di plastica. Le prime tracce dell'album personalmente non mi entusiasmano, almeno fino a quando non si arriva Stylo, brano fantastico, seguito dagli altrettanto belli Superfast Jellyfish, Empire Ants e la fantastica ed elettronica Glitter Freeze. L'album nel complesso è ben arrangiato, ben assortito e piuttosto interessante. Da notare anche le tracce On Melancholy Hill e Broken, due tracce completamente diverse. Ben 16 pezzi, non sono tutti appassionanti, ma buona parte lo è. L'unico pezzo che non mi è piaciuto particolarmente è Welcome To The World Of Plastic Beach con Snoop Dogg