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Concerti per band emergenti? Basta usare il cervello… e la legge.

In Inghilterra varano una legge per organizzare eventi rock senza permessi nè licenze. In Italia SIAE, Comuni e co. uniti contro la musica emergente.



Lunedi.
Ma non lunedi tra un anno. Non fra 10. Non ci sono promesse o chiacchere.
Gli inglesi hanno varato ed approvato la legge. Il governo lo aveva promesso 3 mesi fa e da lunedi scorso organizzare concerti in club con meno di 200 persone di capienza è possibile senza inutili licenze e difficoltà burocratiche.

Sembrerebbe una cosa ovvia. Fare concerti dal vivo per band emergenti è già una cosa rischiosa dal punto di vista economico.
Ma persino quando qualche coraggioso proprietario di locale decide di immolarsi per dare spazio al rock indipendente o ai gruppi emergenti ecco che leggi, leggine e regolamenti di tutti I tipi rendono l’avventura sostanzialmente impossibile.

Si calcola che in Italia siano oltre 6000 I club che non hanno mai ospitato musica live a causa della difficoltà ad ottenere la licenza.

In Inghilterra sono, o meglio erano, 13.000. La previsione è che oltre la metà di questi dedicheranno almeno 3 sere a settimana alle band live.

Quindi i fortunati musicisti emergenti britannici si troveranno nel giro di pochi mesi con 6000/7000 spazi aggiuntivi dove potersi esprimere la meglio.

E in Italia? Buio pesto.

La SIAE dà la caccia a musicisti e organizzatori e con la frustra scusa di “difendere” gli autori impedisce di fatto l’attività live delle band emergenti.
In realtà, come ormai sanno anche i sassi, l'ente si limita a rubare ai poveri per dare ai ricchi. Come premio per le ruberie suddette i presidenti e i manager della sedicente "società degli autori" sono stati presi e ripresi con le mani nel sacco a spartirsi appartamenti, palazzi e immobili comprati con i soldi che avrebbero dovuto essere distribuiti ad autori e musicisti emergenti e che vengono sistematicamente fatti sparire con la scusa dei programmi musicali illeggibili.

Anche i comuni, le ASL e la galassia varia e indefinita di autorità, enti e uffici che completano la via crucis degli organizzatori contribusicono vigorosamente a chiudere gli spazi.

Persino nei rari e sorpredenti casi dove non è la corruzione a dirigere le scelte di vigili municipali e ispettori sanitari, bastano l’ottusa rigidità, praticamente immancabile in qualche direttoruccio con il riporto, che dietro lo “scranno” sentenzia la chiusura in nome di qualche timbro mancante.

Inghilterra – Italia 1-0.
Per quanto tempo in campo musicale continueremo a perdere?