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Finale Italiana all''Alcatraz 2

Il resoconto della seconda Giornata



È sabato. Uno dei tanti, nel tempio dei weekend milanesi. Ok: è giugno. Con la bella stagione si migra tutti all''aperto, a ballare fra le zanzare. Ma oggi è diverso, e le porte di un locale importante come l''Alcatraz sono ancora aperte, e per fortuna. Sono le otto passate, c''è un bel silezio che non vede l''ora di essere interrotto. Tocca agli Unnamed 035 (Shortlife per chi li conoscesse solo ora) aprire le danze, ed è un duro compito se si è giovani ed è la serata conclusiva delle finali italiane di Emergenza Festival. Il vincitore andrà a suonare al Taubertal in Germania, fra band come Placebo ecc. Nooo, non c''è tensione! Eppure gli Unnamed hanno buone basi, voce interessante, testi non scontati: quanto piace chi non si ferma a raccontare di "quel giorno in cui mi hai lasciato e le mie lacrime cadevano copiose su di te blablabla"!! La serata promette molto bene. Grande impatto, poi, per i Bella Domanda, da Pisa con furore. Un jazz rock alla Weather Report che si vuole allargare oltre i confini dello Stivale, audace. Cercano la profondità e ci propongono un genere diverso dal solito, ricercato, complicato. Le nostre orecchie ringraziano. Aspirazioni piú letterarie (prendono il nome dall'' "Educazione siberiana" di Nicolai Lilin) per i "freschi" Siberia, che puntano su un alt rock molto italiano e, va bene che vengono dalla Toscana, ma i riferimenti sono proprio quelli, e si sentono. Vanno dritti al sodo, senza troppe complicazioni. Quello dei Coffee After è invece un elettro pop protetto dai Gremlins (i dettagli fanno sempre la differenza): carino all''aspetto, pericoloso dopo la mezzanotte. Tirano molto i primi due pezzi, davvero pregevoli, sui quale ballare piú spediti. Vengono in mente realtà come i bresciani Low Frequency Club, ma qui la via è molto più personale e ramificata. I pezzi successivi scivolano veloci e gradevoli, lanciano spazio per ritmi più tradizionali. Sono i Movin K, che ci fanno sapere di avere un repertorio di più di 100 canzoni. La loro ispirazione va dai Metallica a Vasco Rossi. E allora come saranno riusciti a sceglierne cosí pochi per un''esibizione di solo 20 minuti?? Con la voglia di spaccare, e con una performance energetica. Complimenti! Linda, sul palco, è il fulcro degli Arcadia 7, gruppo eterogeneo per età ed esperienze. Presenza magnetica, catturano l''attenzione con i loro brani ben scritti e ben eseguiti. L''emozione tangibile dei membri della band rende la loro esibizione ancor più speciale. Ma per scuoterci più a fondo, arrivano i Malnatt, gruppo controverso, a suo modo, che ha anche avuto l''onore di partecipare alla colonna sonora di "A.c.a.b.". Nei loro pezzi c''è la voglia di cambiare le cose, perchè musica è, soprattutto, mutazione e spinta verso il meglio, qualunque sia il meglio per te. Pubblico fra i piú folti, reattivi, e...riconoscibili! Poi si rischia di confonderci un pò: altre magliette insanguinate, quelle dei The Reapers. Eppure la loro voglia di palco è di sano metal è del tutto originale: impossibile confonderli. Infuocano il palco dell''Alcatraz con la loro presenza e il loro show Comunicativi, i Poco di Buono chiamano all''attenzione l''Alcatraz intero, fino all''affollata galleria. Testi chiari e melodie pulite, è il pop che nasce dai sabato pomeriggio in piazzetta e parla di ognuno di noi. Non è quello che si chiede alla musica? Ci ritroviamo a dondolare allegri al suono delle loro chitarre, molto soddisfatti di averli avuti come ospiti. Onesto rock di stampo americano, quello dei Lift. Band ben strutturata, artisticamente matura. Domano il palco con maestria. L''arena è sempre più festante: ormai è una lotta all''ultimo sostenitore! Accaldati, i Box 15 cercano di rimanerci impressi nei 20 minuti a loro disposizione, dicono. E ci riescono. Si dichiarano anche pronti a far esplodere i locali di Milano, ed è con questa energia che, speriamo, continueranno a portare avanti il loro valido progetto. Iniziano il loro live in modo davvero esplosivo. Merita un bel discorso a parte il loro chitarrista….ok, ve lo sveliamo in anteprima: vince come miglior artista delle 6 corde di tutta Italia!!! Con Il Caos il rock si fa importante, con suoni forti ma, checchè ne dica il nome stesso, ritmati e decisi. Ci colpisce un look che oggi si potrebbe dire "vintage", molto anni ''90 - ma di quelli meno grunge. Anche gli In Friends We Trust derivano da un comun denominatore: rock, rock e solo rock! Il loro va più sulla deriva del genere "college", ricordando a tratti i The Calling. Convintissimi, come gli si conviene. Frutto di un''amicizia lunga 18 anni, non c''è che dire, è la vittoria sullo scorrere del tempo. Freschi ed entusiasti hanno sicuramente l''atteggiamento giusto per poter andare lontano. Molto più british gli Yellin Gentlemen, che puntano tanto sulle ritmiche in levare: il risultato è un suono internazionale, e frizzante. La citazione di Ringo Starr è poi la ciliegina sulla torta, come se ogni tassello tornasse al suo posto. Concludono, perfetti, con un inchino. Quando la classe non è acqua! E irrompe, decisa, la "sentenza rock" dei Toga col loro Avvocato Tarallo (ci perdoneranno, ma il nome non può lasciare indifferenti!). Si ritorna al classic rock più puro, anche se a farla da padrone sono i testi fortemente ironici, con una vena sarcastica che affonda le sue radici in argomenti anche troppo seri. O veri. E infine, di nuovo allarghiamo lo sguardo oltre il recinto del nostro orticello, dove ci sono i romani The Blennies. La scena indie romana ha un sapore ben preciso, e qui non si può fare a meno di sentirla. Certo, la base di partenza è inconfondibilmente inglese, e non ha nulla da invidiare al resto del mondo. C''è chi li paragona ai Vampire Weekend per i loro suoni ritmati e la scelta di composizioni e arrangiamenti riuscitissimi. Ma quello che rappresenta il salto di qualità, il tratto indiscutibilmente distintivo, è il ponte che hanno saputo creare fra quello che ci impone l''odierno mercato discografico e chi siamo veramente. Romani, italiani: noi siamo passione, ritmo e grandissima verve artistica. Chiudono col botto i padovani Broken Time Structure. Sinceri ed emozionali, i loro suoni scelti, così oscuri e profondi, smuovono a forza di noise ed elettronica i cuori più insensibili. Finisce che urli e scuoti le ossa al dondolio del loro fantastico performer dalla cresta ossigenata, e non ti schioderesti per un''altra ora. Show impeccabile, energetico, di vero impatto. Il palco dell''Alcatraz gli calzava a pennello. Ma è tardi, ragazzi, anche se la notte non dovrebbe finire mai. Le dure leggi milanesi ci impongono di zittire gli amplificatori. Che poi, non volete mica scoprire i vincitori?!!! Tutti o quasi sul palco, tanto da temere il collasso. E allora via: - Band più votata dal pubblico: MALNATT! - Seconda band più votata dal pubblico: IL CAOS - Miglior chitarrista: BOX 15 - Miglior bassista: THE STRAW - Miglior batterista: NIRNAETH - Miglior voce: BELLA DOMANDA La competizione ci impone di trovare un unico vincitore. C''è una suspance mica da ridere. Sul palco salgono i 4TDice, band nominata come migliore del venerdì, e The Blennies. Ci potrebbe essere il rischio che diventi un''eliminatoria da reality, ma non è proprio questo il caso. Forse l''avrete capito già dal commento, ma non si può mai dare nulla per scontato. Ebbene sì, vincono i The Blennies. All''urlo di "andiamo in Germania" scendono, dopo le doverose ovazioni, nel backtage. I sostenitori, a questo punto, non possono più aspettare: aggirano ogni ostacolo e li ricoprono d''acqua. Bastasse solo questo, sarebbe solo un bel festeggiamento. Ma c''è di più, e un qualsiasi osservatore se ne accorgerebbe. C''è una grandissima emozione, forte e palpabile. Come se tutti i partecipanti, assieme a loro, potessero far subito su le valigie e concretizzare i propri desideri. Questo sarà solo un piccolo passo, ma diamine se è importante! E'' così, guardando il grande sogno di qualcuno che si avvera, che ti viene voglia di prendere di nuovo in mano il tuo strumento, alzarti, e andare subito a fare in modo che anche il tuo segua il suo corso. E che il prossimo anno di Emergenza Festival sia ancora più ricco, ed emozionante.